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I Principi della Propaganda di Goebbels da NON seguire

marzo 4, 2013


Joseph Paul Goebbels fu uno dei più importanti gerarchi nazisti, Ministro della Propaganda nel Terzo Reich dal 1933 al 1945.
I suoi  Principi (circa venti) per la propaganda sono quando di peggio possa offrire la comunicazione, in quanto non differenziano, non progettano, non ascoltano, ma semplicemente “assalgono”. I principi (Goebbels’ Principles of Propaganda by Leonard W. Doob, pubblicati in Public Opinion and Propaganda; A Book of Readings edited for The Society for the Psychological Study of Social Issues) che vi riporto sono una trasposizione italiana ridotta del più ampio manifesto di propaganda prodotto da Goebbels, ma che ben esprime il senso: comunicazione unilaterale, martellante e con i paraocchi.
A leggerli si pensa alla dittatura mediatica, eppur sono tutt’ora usati da molti, purtroppo non solo in politica, ma anche nella comunicazione del brand.

1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

3. Principio della trasposizione.
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

4. Principio dell’esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.

10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali.
Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

11. Principio dell’unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

Come deve essere, invece, una vera comunicazione?

1. Principio della semplificazione e del nemico unico AVERE UNA PROPRIA IDENTITA’
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.
E’ necessario scegliere la propria identità, che rappresenti la propria vision, che rappresenti un valore aggiunto rispetto ai competitors, che sono tanti e diversi.

2. Principio del metodo del contagio. TARGET DI RIFERIMENTO
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
Bisogna segmentare il proprio pubblico, scegliere un proprio target, studiarlo e conoscerlo.

3. Principio della trasposizione. CONOSCI TE STESSO
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.
Prima di lanciarsi in qualsiasi comunicazione bisogna conoscere il proprio brand, la propria azienda, i propri punti di debolezza e di forza. Solo così si potrà creare una programmazione strategica per il futuro.

4.
Principio dell’esagerazione e del travisamento. LE MINACCE SONO STIMOLI
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.
Se ci sono delle minacce, non trasformarle in un nemico da combattere, ma in uno stimolo a creare nuove idee, nuovi contenuti, nuove iniziative.

5. Principio della volgarizzazione. PARLARE AL PROPRIO TARGET CON CONTENUTI DI QUALITA’
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.
Bisogna parlare sinceramente e correttamente al proprio target di riferimento, bisogna dare stimoli e contenuti, instaurare un dialogo serio e costruttivo. I contenuti devono essere di qualità, coerenti e originali.

6. Principio di orchestrazione. BISOGNA AVERE IDEE
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.
Non basta avere una sola idea ed usarla di continuo. Bisogna diversificare le proprie iniziative, proporne di nuove, essere sempre stimolanti per la propria azienda e per il proprio pubblico.

7.
Principio del continuo rinnovamento. NON BISOGNA ESAGERARE
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.
Proporre nuove idee non vuol dire esasperare il proprio pubblico. Bisogna trovare sempre il giusto mezzo, scegliendo e selezionando tra le idee e le proposte solo le migliori, che possano essere meglio accettate e condivise dal pubblico.

8.
Principio della verosimiglianza. NON INVENTARE
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.
Bisogna essere sinceri e parlare solo di cose che si conoscono. Se si mente, prima o poi si viene scoperti e si perde di credibilità.

9.
Principio del silenziamento. RISPONDERE SEMPRE
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.
Se il pubblico pone domande, bisogna rispondere. Non rispondere fa perdere di credibilità e stima.

10. Principio della trasfusione. NON SFRUTTARE GLI ALTRI
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali.
Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.
Per comunicare se stessi non bisogna sfruttare gli altri. C’è bisogno di basare tutto sulle proprie capacità, non sulla forza di altri che si crede di poter sfruttare.

11. Principio dell’unanimità. ACCETTA LA DIVERSITA’ DI OPINIONI
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.
Non tutti apprezzeranno quel che fai: accetta con favore le critiche, ed impara da esse.

 

Fate attenzione, quindi, alla strategia che vi propongono, e se è molto simile ai Principi della Propaganda… diffidate!

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